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Vetoli
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Contents
• Storia
• Note
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Storia
Questa famiglia antica della mwhaMarsica proviene forse da mwhqquella che fu feudataria nel mwhgrietino e della quale si ha notizia nel mwhwmwiaCatalogus baronum del 1123, dove un Gentile Vetoli dichiarò di possedere i seguenti feudi: i castelli di mwiqPescolo, feudo di quattro mwigmiliti, mwiwBarano, di due militi, mwjaMacca Temone, di un milite, mwjqCastiglione, di un milite, mwjgRocca Melita, di un milite, mwjwCastel Menardo, di un milite, e mwkaColle Fecato, di un militecite-ref-2[2]. Tutti questi castelli di Gentile Vetoli si trovano in mwlqVallepietra, nel territorio mwlgsimbruino, e possedeva in mwlwAmiterno quelli di mwmaVigliano, di un milite, mwmqRocca di Corno, mwmgCastro di Pizzoli e mwmwScansano, di un militecite-ref-3[3]. Lo stesso Gentile Vetoli, che l'anno seguente risulta essere mwoaconte, donò il monastero di San Mauro in Montesano, sito in Vallepietra, al presbitero Stefano, membro dell'mwoqOrdine dei Cassinesicite-ref-4[4].
Un altro Gentile Vetoli, figlio del suddetto, nel 1150 donò lo stesso monastero, col mwpwbeneplacito del presbitero Stefano, al mwqavescovo di Rieti Dodonecite-ref-febonio-ughelli-5-0[5]. Di questa donazione si ha il testo riportato dallo storico mwrqFerdinando Ughelli nella serie dei vescovicite-ref-febonio-ughelli-5-1[5]. Esso recita: «Nell'anno 1150, l'11 giugno, XIII indizione, io, Gentile Vetoli, abitante nel contado di Rieti, a redenzione dell'anima mia, di mia volontà e con il consenso di Stefano, servo di Dio, di Luciana, mia moglie, e dei miei figli Gentile, Bartolomeo e Giordano, nonché di Agnese, abatessa, e di Sapienza, monaca, mie figlie, trasmetto in perpetuo e senza riserva alcuna a te, Dodone, vescovo di Rieti, e ai tuoi successori il monastero di San Mauro, che è situato in Montesano, che è in Vallepietra»cite-ref-febonio-ughelli-5-2[5]. Nel mwtgCatalogus baronum del 1157 questo Gentile Vetoli risultava possedere in Amiterno i castelli di mwtwPoggio Santa Maria, di due militi, mwuaSan Vittorino, di quattro militi, ed mwuqArischia e mwugMonte Porcinari, entrambi di un milite, per un totale di 17 militi e 40 serventicite-ref-catalogus-baronum-6-0[6].
Nel 1187 un Gentile Vetoli, nipote del senior, durante i preparativi per la spedizione in mwwaTerra santa, sotto il re mwwqGuglielmo II di Sicilia, promise di fornire milizie ausiliarie provenienti dai propri feudi posseduti ed elencati nell'anno 1123cite-ref-febonio-7-0[7].
Durante la mwxwbattaglia di Tagliacozzo, combattuta il 23 agosto 1268 nei mwyapiani Palentini tra mwyqCorradino di Svevia e mwygCarlo I d'Angiò, i Vetoli, di fazione mwywguelfa, furono schierati con quest'ultimo, mentre i mwzaDe Ponte, di fede mwzqghibellina, rimasero neutrali al conflittocite-ref-8[8].
Nel 1493 il vescovo Giovambattista De Ponte fece donazione di tutti i propri beni, riservandosi 400 mwcqscudi annui, a Baldassare, primogenito di Sante Vetoli e della propria sorella Tuzia (o Buzia)cite-ref-9[A 1]. Ed è così che la casata dei De Ponte e il mwdgcastello medievale di mwdwCorcumello confluirono nella famiglia Vetoli, che assunse la denominazione di "De Ponte-Vetoli"cite-ref-10[9]. Sante Vetoli, uomo di lettere, accorto ed eloquente, fu mandato l'anno successivo da mwfaGentile Virginio Orsini, conte di mwfqAlbe e mwfgTagliacozzo, come mwfwambasciatore a mwgaFirenze per risolvere le controversie che aveva con la famiglia mwgqColonnacite-ref-brogi-febonio-11-0[10]. È probabile, come pensa il Brogi, che l'oggetto della missione riguardasse invece le mire espansionistiche del re mwhgCarlo VIII di Francia, e perciò il re mwhwAlfonso II di Napoli, per scongiurare il pericolo, si rivolse a tutti i potentati d'mwiaItalia ed affidò a Gentile Virginio Orsini la difesa del mwiqRegno di Napolicite-ref-brogi-12-0[11]. Quindi la missione di Sante, come scrisse il Brogi, «si abbia riferire ai casi travagliosi del Regno, piuttosto che a comporre questioni particolari fra due famiglie»cite-ref-brogi-12-1[11].
Il castello di Corcumello continuò ad essere la residenza principale dei Vetoli, ma dal XVIII secolo la famiglia cominciò a spostare i suoi interessi verso mwkwScurcola Marsicana, dove acquistò dalla famiglia Simeoni un mwlapalazzo cinquecentesco nel centro del paese, che col tempo divenne sempre più un punto di riferimentocite-ref-13[12]. In questo periodo fu fatto redigere dai Vetoli un mwmqcatasto nel quale furono menzionati tutti i loro possedimenti nella Marsica, situati a Corcumello, mwmgCappadocia, mwmwCappelle, mwnaCastellafiume, mwnqCese, mwngMagliano, mwnwMorino, mwoaPagliara, mwoqPescocanale, mwogPoggio Filippo, mwowPetrella, mwpaRocca di Cerro, Scurcola Marsicana, mwpqSorbo, Tagliacozzo, Vallepietra e mwpgVilla di Tagliacozzocite-ref-fabiani-14-0[13].
La famiglia Vetoli fu inoltre insigne per autorità in vari ambiti: a tal proposito vi fu, ad esempio, un Giovanni Vetoli, il quale nel 1687 scrisse l'mwraHistoria della miracolosa imagine di S. Maria de' Bisognosi, con argomento il relativo mwrqsantuario di cui era mwrgcappellano, e, tra i membri più recenti, il conte Alberto Vetoli, che fu nominato per un triennio, tramite mwrwD.M. del 24 novembre 1930, regio ispettore onorario dei monumenti, degli scavi ed oggetti d'antichità ed arte nei comuni di mwsaCapistrello, Castellafiume e Scurcola Marsicanacite-ref-15[14].
Struttura della casata
Nella rivista nobiliare mwtwIl Patriziato si dimostra che partendo da mwuaBerardo Berardi dei Conti dei Marsi detto "il Francisco" esiste una linea di discendenza diretta fino ai Vetoli, seppur per via femminilecite-ref-16[15]:
Albero genealogico
Di seguito è riportata una mwyqgenealogia parziale della famiglia a partire da Gentile Vetoli, primo membro documentato nel XII secolo, considerabile il capostipite, fino ai discendenti di Sante Vetoli, attestato nel XV secolo, ricostruita sulla base della documentazione disponibilecite-ref-17[16]:
Membri principali
• Gentile Vetoli (XII secolo), mw7wconte e mw8asignore di mw8qBarano, mw8gCastel Menardo, mw8wCastiglione, mw9aCastro di Pizzoli, mw9qColle Fecato, mw9gMacca Temone, mw9wPescolo, mw-aRocca di Corno, mw-qRocca Melita, mw-gScansano e mw-wViglianocite-ref-25[17];
• Gentile Vetoli (XII secolo), figlio del precedente, signore di mwaqeArischia, mwaqiMonte Porcinari, mwaqmPoggio Santa Maria e mwaqqSan Vittorinocite-ref-catalogus-baronum-6-1[6];
• Gentile Vetoli (XII secolo), nipote del senior, che fornì le proprie milizie al re mwaqoGuglielmo II di Sicilia per la spedizione in mwaqsTerra santacite-ref-febonio-7-1[7];
• Sante Vetoli (XV secolo), mwareletterato, il quale nel 1494 si recò mwariambasciatore a mwarmFirenze per risolvere le controversie tra mwarqGentile Virginio Orsini, conte di mwaruAlbe e mwaryTagliacozzo, e la famiglia mwarcColonnacite-ref-brogi-febonio-11-1[10];
• Giovanni Vetoli (XVII secolo), mwar0cappellano, il quale scrisse l'mwar4Historia della miracolosa imagine di S. Maria de' Bisognosi, incentrata sul relativo mwar8santuario di mwasaPeretocite-ref-26[18];
• Alberto Vetoli (XX secolo), conte e regio ispettore onorario dei monumenti, degli scavi ed oggetti d'antichità ed arte nei comuni di mwasyCapistrello, Castellafiume e Scurcola Marsicanacite-ref-27[19].
Feudi e dimore
Nel corso della sua storia, la famiglia Vetoli arrivò ad ottenere i titoli nobiliari di mwatmmarchese, mwatqconte, mwatubarone e mwatysignore, che le consentirono la reggenza dei seguenti 18 feudi documentati, distribuiti in buona parte nella zona di mwatcAmiterno e nel mwatgrietino: mwatkAnticoli, mwatoArischia, mwatsBarano, mwatwCastel Menardo, mwat0Castiglione, mwat4Castro di Pizzoli, mwat8Cittaducale, mwauaColle Fecato, mwaueMacca Temone, mwauiMonte Porcinari, mwaumPescolo, mwauqPoggio Santa Maria, mwauuRocca di Corno, mwauyRocca Melita, mwaucSan Vittorino, mwaugScansano, mwaukVallepietra e mwauoViglianocite-ref-28[20].
Stabilì nel XV secolo la propria principale residenza nel mwavacastello medievale di mwaveCorcumello, dimorando, a partire dal XVIII secolo, nel cinquecentesco mwaviPalazzo Vetoli di mwavmScurcola Marsicana, acquistato dalla famiglia Simeonicite-ref-29[21]. Un altro edificio storico abitato dai suoi esponenti fu il Palazzo Vetuli di mwavgCittaducalecite-ref-30[22]. Riportarono in un loro mwav0catasto gli ulteriori possedimenti avuti nella mwav4Marsica, siti a Corcumello, mwav8Cappadocia, mwawaCappelle, mwaweCastellafiume, mwawiCese, mwawmMagliano, mwawqMorino, mwawuPagliara, mwawyPescocanale, mwawcPoggio Filippo, mwawgPetrella, mwawkRocca di Cerro, Scurcola Marsicana, mwawoSorbo, mwawsTagliacozzo, Vallepietra e mwawwVilla di Tagliacozzocite-ref-fabiani-14-1[13].
Note
Annotazioni
cite-note-9A 1. ↑ Nella pergamena della donazione è tradotta come "Tuzia", mentre nella rivista mwaxkIl Patriziato è riportata come "Buzia". Cfr. mwaxomwaxsBrogi (1900),mwaxw pp. 234-236; mwax0mwax4Il Patriziato, n. 9-10, anno IX, 15 maggio-1º giugno 1906.
cite-note-181. mwayiConte e mwaymsignore di mwayqBarano, mwayuCastel Menardo, mwayyCastiglione, mwaycCastro di Pizzoli, mwaygColle Fecato, mwaykMacca Temone, mwayoPescolo, mwaysRocca di Corno, mwaywRocca Melita, mway0Scansano e mway4Vigliano, considerabile il capostipite della famiglia Vetoli.
cite-note-192. Signore di mwaziArischia, mwazmMonte Porcinari, mwazqPoggio Santa Maria e mwazuSan Vittorino.
cite-note-203. mwazkAbatessa.
cite-note-214. mwaz0Monaca.
cite-note-225. Salti generazionali.
cite-note-236. mwaaqAmbasciatore e mwaauletterato.
cite-note-247. Altri figli/e avuti/e da Sante.
Riferimenti
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